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Pilo
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mweaPilo di Messenia (mweqin greco antico Πὐλος?, Pýlos) era una città greca del mwegPeloponneso.
Più volte citata nei poemi omerici quale patria di mwfaNeleo e del figlio mwfqNestore, rimasta per lungo tempo non identificata e riconosciuta con molta probabilità solo in alcuni scavi del 1955-1958 ad Epanò Englianos, località della mwfwMessenia occidentale, a 18mwga km dalla città odierna di mwgqNavarino.
Contents
• Storia
• Origini
• Note
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Mitologia
Pilo fu fondata da mwhqNeleo, figlio di mwhgPoseidone e mwhwTiro (a sua volta discendente diretta di mwiaElleno, figlio di mwiqDeucalione e Pirra e nipote di mwigPrometeo ed mwiwEpimeteo), il quale era originario di mwjaIolco ma dovette rifugiarsi in Messenia alla corte del re mwjqAfareo, lì fondò Pilo e ne divenne re.cite-ref-1[1]
Storia
Origini
La regione di Pilo risulta continuamente abitata da mwowpopoli indoeuropei sin dal tardo mwpaNeolitico, come attestato dalla spiaggia di Voidokilia, chiamata anche mwpqspiaggia di Nestore, che presenta tombe risalenti al 4000 a.C.cite-ref-3[3]
Fu capitale della Messenia in mwqwepoca micenea, tra le città più importanti della civiltà, per poi fiorire come centro palaziale (il mwrapalazzo di Nestore è la principale evidenza che ha aiutato a localizzare la città, essendo il palazzo miceneo meglio conservato nella sua storia). Presenta la modalità di costruzione comune ai palazzi micenei quale il mwrqmégaron con focolare, il piccolo megaron associato, vani per l'immagazzinamento (nel caso di Pilo abbiamo anfore per oli profumati e vino), ampi cortili e muri affrescati. Particolarità di Pilo è la presenza di uno dei pochissimi archivi di tavolette in mwrglineare B del regno miceneo, i primi a essere decifrati da mwrwVentris.cite-ref-4[4]
La città era sicuramente ricca ed aveva contatti con mwtqCreta, come testimoniato dal ritrovamento di numerose mwtgglittiche minoiche inclusa l'mwtwagata del guerriero di Pilo, una gemma raffigurante un guerriero, ritrovata nella tomba di un probabile mwuawanax. Tra gli altri artefatti si trovano anche armi in bronzo del mwuqperiodo elladico e un pendente dorato raffigurante il dio mwugegizio mwuwHathor, confermando i contatti commerciali tra Grecia ed Egitto.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] Il potere di Pilo si estendeva su gran parte della penisola di Messenia e fino all'isola di mwxaSfacteria.
Abbandono e spopolamento
Pilo non era munita di mura o difese esterne, cosa alquanto peculiare che potrebbe indicare la potenza della città, per questo motivo con l'inizio del mwyaMedioevo ellenico fu devastata dai mwyqDori che la incendiarono, come si deduce dalla cottura osservata nelle tavolette d'argilla conservate negli archivi.cite-ref-7[7] La città non fu ricostruita e la regione, come quella della vicina mwzgMessene, finirono sotto il controllo di mwzwSparta, che fece emigrare maggior parte degli abitanti verso il mwaamonte Cillene.
La nascita di Navarino
Passato un relativo periodo di stabilità sotto Roma (pur sempre come città ininfluente), cade completamente nell'oscurità in età bizantina, subendo continui attacchi dall'mwcaemirato di Creta che ne causarono lo spopolamento totale.
Bisogna aspettare la mwcgQuarta Crociata per assistere alla rinascita della città: entrata a far parte del mwcwprincipato d'Acaia, la regione antica di Pilo fu donata come feudo a mwdaNiccolò II di Saint-Omer, che costruirà il palazzo vecchio di mwdqNavarino, in un piccolo luogo situato poco più a Sud che fu abitato dagli mwdgAvari, e che rapidamente crebbe a cittadina e si sostituì alla ormai dimenticata Pilocite-ref-8[8], la città fu poi causa di contesa tra mwewVenezia, mwfaGenova e la mwfqcompagnia catalana, per conto della mwfgcorona d'Aragona; per poi cadere nelle mani dell'mwfwimpero ottomano che la utilizzò come base navale. Nel 1572 gli ottomani fondarono un nuovo castello a Navarino che fu un punto strategico durante le mwgaguerre turco-veneziane e la mwgqguerra di Candia.cite-ref-9[9]
La città fu presa durante la mwhwrivolta Orlov dall'mwiaimpero russo che era venuto in aiuto dei ribelli greci, ma fu poi riconquistata dagli ottomani che la bruciarono. Durante la mwiqguerra d'indipendenza greca la città fu rapidamente presa dalle forze rivoluzionarie, fu però recuperata dalle forze congiunte di mwigMehmet Ali e mwiwIbrāhīm Pascià, fu anche il teatro della mwjabattaglia di Navarino, dove la coalizione di mwjqRegno Unito, mwjgRussia e mwjwFrancia annientarono gli Ottomani.cite-ref-10[10]
Navarino e le rovine di Pilo furono definitivamente liberate con la mwlqcampagna di Morea, dopodiché entrarono a far parte del mwlgregno di Grecia. Nel 1829 si costituì anche una cittadina chiamata mwlwPylia, situata nei pressi di Navarino (difatti faceva parte della città) e nella sua giurisdizione aveva anche le antiche rovine, la città vide un influsso di letterati francesi, che avevano partecipato alla campagna di liberazione ed avevano deciso di rimanere. Nel 1833 le entità dell'antica Pilo, mwmaPylia e Navarino divennero una realtà unica, il municipio di Pilo, all'interno del comune di mwmqPylos-Nestoras.cite-ref-11[11] Il municipio tutt'oggi è ancora chiamato Navarino, principalmente in lingua italiana, e il governo della Grecia ha riconosciuto entrambi i nomi.
Descrizione
Entrambi i palazzi, che possedevano la sala del trono ed erano riccamente decorati con stucchi ed affreschi, erano circondati da appartamenti, uffici e magazzini in cui sono state rinvenute più di mille tavolette di argilla con iscrizioni di carattere amministrativo redatte nella scrittura lineare B. L'intero complesso architettonico fu distrutto da un incendio alla fine del XIII secolo, forse a causa delle invasioni che interessarono l'intera Grecia nel 1200 a.C.
Alla prima impressione il palazzo non sembra così imponente come quelli di Micene o di Tirinto, perché non è protetto da mura ciclopiche; l'intero complesso (5600mwqw m²) non ha infatti opere murarie di difesa. L'ubicazione del mwrapalazzo di Nestore era già controversa nell'antichità: ne parlano mwrqOmero, mwrgStrabone e mwrwPausania e lo pongono in località diverse. Pilo, Tirinto, Micene e Sparta, le quattro città più importanti del mwsaPeloponneso all'epoca micenea parteciparono alla mwsqguerra di Troia; Pilo era guidata dal vecchio e saggio re mwsgNestore che insieme ad mwswAgamennone chiamarono tutti i re greci per la conquista della rocca di Troia. Nestore inviò a Troia circa 90 navi e secondo Omero Nestore fu tra i pochi a tornare in patria sano e salvo.
Alcune parti del palazzo verso sud-ovest sono visitabili; vi si trova un vestibolo che dà accesso ad una grande salacite-ref-12[12]. Il nucleo principale è quello centrale, dove una serie di tre atrii monumentali porta al mwvgmégaron, la sala del trono si allineano ambienti destinati a magazzini, dispense, abitazioni e, nella parte anteriore, il famoso archivio composto di mille tavolette scritto in lineare B.
La parte del palazzo verso nord-est appare costituita dai resti di un'officina per riparazioni e di un'armeria.
Il settore di sud-est costituisce l'mwwqappartamento della regina, con un mwwgmegaron riccamente decorato e comprende anche una stanza da bagno.cite-ref-13[13]
Il pavimento di stucco era composto da motivi decorativi, quali un polpo di fronte al trono nella sala omonima.
Nel magazzino del vino sono state rinvenute giare e cretule.
Nella zona sono state portate alla luce numerose mwzwtombe a tholos, tra cui la mw0aGrave Circle situata a 150 metri a sud dal palazzo.
Gli scavi
Nel 1939, mw0wCarl Blegen, professore all’università di Cincinnati, avviò insieme allo studioso greco dott. Kourouniotis una serie di scavi presso la località messenica di Epano Englianos con lo scopo di rinvenire l’antica Pilo, la cui ubicazione era motivo di dibattito fin dall'antichità. Il primo giorno di scavo Blegen, aiutato da un solo studente, rinvenne i primi reperti, e per la fine della prima stagione di lavoro vennero riportate alla luce seicento tavolette d’argilla recanti scritte in mw1aLineare B, insieme ad altri resti archeologici. Tuttavia, con lo scoppio della mw1qSeconda guerra mondiale gli scavi vennero interrotti, per essere ripresi solo nel 1952. Nelle nuove campagne di scavo partecipò anche mw1gSpyridōn Marinatos, che vi lavorò fino al 1965. Blegen, invece, si ritirò nel 1964cite-ref-chadwick-1955-14-0[14].
Sono stati ritrovati resti antichissimi, anteriori al 1300 a.C., un palazzo databile al 1280 a.C. ed un successivo palazzo databile al 1250 a.C., distrutto nel 1200 a.C.-1190 a.C.
Curiosità
La caverna delle mw4qstalattiti situata presso l'mw4gacropoli è stata identificata con la grotta in cui, secondo una leggenda, mw4wErmes nascose i buoi rubati ad mw5aApollo.
Note
cite-note-11. ↑ Diodoro Siculo, mw6wmw7aBibliotheca Historica.
cite-note-33. ↑ George S. Korres, Adamantios Sampson e Stella Katsarou (2010), mw9qNestor's Cave in Voïdokiliá, Pylos. Research and preliminary examination of ancient and recent discoveries, mw9gProceedings of the fourth local conference of Messenian Studies.
cite-note-44. ↑ mw-g(mw-wmw-aEN) mw-qmw-gCracking the code: the decipherment of Linear B 60 years on | University of Cambridge, su mw-wwww.cam.ac.uk, 13 ottobre 2012. mwaqaURL consultato il 14 aprile 2025.
cite-note-55. ↑ mwaqqmwaqumwaqyArchaeologists find Bronze Age tombs lined with gold - HeritageDaily - Archaeology News, su mwaqcheritagedaily.com. mwaqgURL consultato il 14 aprile 2025 mwaqk(archiviato dall'mwaqourl originale il 1º ottobre 2020).
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cite-note-1313. ↑ Riccardo Guglielmino, mwaukAtlante di Archeologia, Utet, Torino, 1998, pag. 422.
cite-note-chadwick-1955-1414. ↑ John Chadwick, mwau0L'Enigma della Lineare B, Antonio Vallardi Editore, Cernusco sul Naviglio (MI) 2003
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaPilo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Pylos, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.